Carissimi parlamentari italiani, questo è un semplice ma diretto appello: perché io, 21enne studentessa dovrò lavorare fino ai 66 anni mentre voi ve ne starete comodi comodi seduti sulla vostra poltroncina a fare (scusate l’espressione) un cazzo?
Siete le sanguisughe dell’Italia, mi auguro che questo sia soltanto un sogno, che domani mattina sarà un nuovo giorno e che magari comprenderete quanto male state facendo a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Guardatevi allo specchio, siete marci dentro.
Un affettuoso abbraccio.


